Il 15 dicembre 2025 una mozione di GroenLinks-PvdA è stata approvata durante il dibattito sul bilancio delle politiche per l’emancipazione: una risicata maggioranza della Tweede Kamer — GroenLinks-PvdA, D66, VVD, SP, Volt e 50PLUS — ha esortato il governo a ripresentare la legge transgender. La stessa legge era stata ritirata appena sei mesi prima, il 2 luglio 2025, dopo che la Camera lo aveva richiesto per due volte. L’allora sottosegretario Struycken aveva dato seguito a una mozione di SGP, JA21 e FvD, sostenuta dai partiti di governo NSC, PVV e BBB.
Questo ping-pong politico riguarda più di una questione procedurale. Il disegno di legge — atto parlamentare 35.825 — intende eliminare la dichiarazione obbligatoria di un esperto, attualmente necessaria per modificare il sesso indicato sul passaporto e sull’atto di nascita. In questo modo la legge sposta qualcosa di più fondamentale di un passaggio amministrativo: stabilisce chi possa determinare quale sia giuridicamente il sesso di una persona. La risposta fornita dalla proposta è: nessuno, se non la persona interessata.
Che cosa cambierebbe esattamente
Dalla legge transgender del 2014, per modificare la registrazione del sesso è necessaria una dichiarazione di un esperto — generalmente uno psicologo o un medico — che confermi che il richiedente è stabilmente convinto di appartenere all’altro sesso. Il disegno di legge elimina questo requisito: sarebbe sufficiente una dichiarazione della persona stessa. Per i minori di 16 anni, l’autorizzazione giudiziaria sostituirebbe il parere dell’esperto — una verifica procedurale al posto di quella sostanziale e medica prevista in precedenza.
Durante il ritiro del luglio 2025, il deputato della SGP Diederik van Dijk aveva definito la modifica imprudente: «I giovani vulnerabili hanno bisogno proprio di accuratezza, non dell’eliminazione del limite di età e della dichiarazione dell’esperto». La deputata di GroenLinks-PvdA Westerveld aveva replicato nello stesso dibattito che, ritirando la proposta, il governo «gettava benzina sul fuoco» per un gruppo già esposto a una discriminazione crescente. Entrambi i partiti parlavano dello stesso testo legislativo — ma non dello stesso problema.
L’assunto che nessuno mette apertamente alla prova
Dietro il dibattito sull’accuratezza si cela un assunto raramente formulato in modo esplicito: che esista un fatto accertabile — l’identità di genere del richiedente — che finora l’esperto confermava e che d’ora in poi il richiedente potrà riferire personalmente. È proprio questo assunto a rendere meno ampia di quanto sembri la differenza tra «parere dell’esperto» e «dichiarazione personale». Anche l’esperto non disponeva di uno strumento di misurazione; come la nuova legge, in sostanza chiedeva al richiedente che cosa percepisse. Come ha già illustrato questo dossier, nella pratica l’autodichiarazione è sempre stata l’unica fonte su cui si fonda una diagnosi di disforia o incongruenza di genere — non esistono analisi del sangue, scansioni o altri criteri esterni in grado di confermare in modo indipendente l’identità di genere.
In un certo senso, questo rende la modifica legislativa più onesta rispetto alla situazione precedente: elimina una parvenza di verifica medica che, sul piano dei contenuti, non era mai stata altro che un colloquio formalizzato. Ma essere trasparenti sul metodo non risolve il problema di fondo. Se l’unica fonte di un’affermazione è la persona che la formula, l’affermazione diventa per definizione incontestabile: chi descrive una sensazione ha automaticamente ragione. Questo schema, in cui l’esito della verifica è già contenuto nella formulazione della domanda, è una forma di ragionamento circolare, un problema noto nella filosofia della scienza: non è una prova, ma una ripetizione dell’affermazione.
Che cosa accade quando un Paese lo ha già fatto
I Paesi Bassi non sono il primo Paese a confrontarsi con il significato pratico dell’autodichiarazione. In Germania, dal novembre 2024, è in vigore la Selbstbestimmungsgesetz, che consente di modificare la registrazione del sesso sulla base di una dichiarazione personale. Nel giro di un anno, tre Länder hanno segnalato che la legge veniva utilizzata in modi che il legislatore non aveva previsto — tra l’altro da uomini che sfruttavano la modifica della registrazione per accedere a spazi riservati alle donne, senza che fosse necessaria alcuna precedente motivazione medica o psicologica. Questi casi sono il motivo per cui gli stessi Länder chiedono una legge correttiva, a meno di due anni dall’entrata in vigore. Questo non significa sostenere che la maggior parte dei richiedenti agisca in malafede — non è così — ma illustra che cosa accade quando una legge non prevede più alcun criterio esterno: l’eccezione, per quanto rara, ha campo libero, proprio perché non esiste nulla con cui confrontarla.
Che cosa dovrebbe riconoscere una legge prudente
La questione se la dichiarazione dell’esperto debba essere eliminata è, in definitiva, una scelta politica tra accessibilità e garanzie — una valutazione che questo dossier non può fare al posto del legislatore. Si può però affermare che il dibattito diventa più onesto quando entrambe le parti riconoscono che né la procedura precedente né quella nuova forniscono un criterio oggettivo per l’identità di genere. L’esperto non verificava un fatto indipendente dal richiedente; la legge, quindi, non passa da «verificato» a «non verificato», ma da «verificato da un intermediario che doveva accettare la stessa autodichiarazione» a «accettato direttamente». Chi, come mostra un dossier giuridico su una legge affine, porta alle estreme conseguenze la premessa dell’autoidentificazione, scopre che quasi ogni altro criterio giuridico relativo al sesso — dalle categorie sportive ai centri di accoglienza per donne — viene messo in discussione non appena rimane soltanto l’autodichiarazione.
Fonti
- NOS, «La controversa legge transgender ritirata dopo due richieste della Camera», 2 luglio 2025 — nos.nl/artikel/2573363
- Reformatorisch Dagblad, «Risicata maggioranza parlamentare per la ripresentazione della legge transgender», 15 dicembre 2025 — rd.nl/artikel/1131591
- Eerste Kamer der Staten-Generaal, disegno di legge 35.825 «Modifica delle condizioni per cambiare l’indicazione del sesso nell’atto di nascita» — eerstekamer.nl/wetsvoorstel/35825